mercoledì 27 luglio 2022

DOCUMENTI


RITUCCI A MECHEL

COMANDO IN CAPO

DEL CORPO DI ESERCITO

DI OPERAZIONI

Movimenti

n.194

IL GENERALE RITUCCI

AL GENERALE WON MECHEL

IN ALVIGNANO DOVE SI TROVA



Signor Generale
È intenzione di S.M. (N.S.) che dopo l’attacco di Piedimonte d’Alife giusto le precedenti disposizioni, se l’azione riesce Felice per le nostre armi, com’è a sperarsi. Ella facendo correre i suoi rapporti per via di Caiazzo, e dopo non di più di un giorno di riposo alle sue truppe, con tutta la colonna di suo comando compreso le truppe di Ruiz e con le debite precauzioni prenda la volta di S. Potito, Trivio, Casali di Faicchio, Anoroso Ducents, Valle dei Ponti della Valle piombare alle spalle di Caserta, impadronirsene, spingersi alla strada di Santa Maria per giungere alle spalle di questo paese, mentre una Divisione che uscirebbe, da Capua l’attacherebbe di fronte è di fianco per S. Tammaro.
Queste sono le idee generali. Ella pero vi darà adempimento a seconda delle cognizioni locali che acquisterà, della conoscenza della forza e delle posizioni del nemico è di quanto altro giudicherà di porre a calcolo per la buona riuscita del disegno, ritenendo sempre che deve in tutti i casi informarmi a tempo del risultato di Piedimonte, delle determinazioni che prenderà per la esecuzione del disegno succennato e dei giorni indispensabili che stimerà impiegarvi, onde io possa muovere per agire di concerto sopra Santa Maria.
Tutto il dippiu’ resta affidato alla nota sua esperienza ed avvedutezza.
Sappia intanto che farò marciare questa notte la Brigata Polizzy per Caiazzo o d’essere di sostegno, nel solo lontano caso che l’azione di Piedimonte non fosse coronata di Felice successo, la detta Brigata Polizzy dovrà ripiegare sopra Capua per far parte della Divisione destinata ad attaccare Santa Maria. 
Le invio il presente per mezzo del Capitano Giobbe dello Stato Maggiore, che rimarrà momentaneamente presso di Lei, e per mezzo del quale brano avere notizie delle sue operazioni e dei di Lei disisamente sul contenuto di questo figlio.

IL GENERALE IN CAPO
F.to Ritucci

                                                                            
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COMANDO IN CAPO
DEL CORPO DI ESERCITO 
DI OPERAZIONE
Movimenti 
n. 208

Capua 26 settembre 1860

Il Generale Ritucci
Al Generale Von Mechel



Signor Generale
Non essendovi stato alcun conflitto è non avendo quindi potuto dare al nemico al una battuta, vien modificato quando le dissi col mio officio di ieri n, 194 inviatole pel Maggiore Giobbe essendo intenzione di S. M. il Re (D. G.) che si abbia in mira lo stesso scopo in una cerchia più ristretta di operazioni giusto quanto vado a dirle, cioè:
1* - Che il Maggiore Migy faccia prontamente le sue operazioni di disarmo, requisizioni di Casse in Piedimonte, e ritorni subito verso Caiazzo unendosi al resto della Brigata con l’intera Colonna del Colonnello Ruiz.
2* - Che ella con tutte queste truppe rinforzate anche dal 14 di Linea il quale si recherà in Caiazzo, unendosi al resto della Brigata con le altre frazioni di Ruiz, marci con lo scopo di dirigersi ai ponti della Valle per Ducenta, battendo la via per Romano ed Amoroso. Se le artiglierie potranno passare il fiume per dirigersi sul ponte di fabbrica sul Calore, e così continuare la marcia, oppure da Caiazzo scender verso Squilla, ove se non vi è più la Scafa e non potrà riuscirle di riattivarne qualcuna, vi sono dei guadi dei quali si potrebbe avvalere, facendoli riconoscere. 
Superati così i detti ostacoli, vorrebbe la M.S. ch’ella si trovasse per domani almeno sulle alture di Maddaloni, per poi scendere sopra Caserta, e così proseguire per S. Maria, nell’atto che la Colonna, la quale uscirebbe da Capua si dirigerebbe sopra S. Maria istessa per attaccarla di fronte è di fianco per la via di S. Tammaro.
Queste sono le vedute generali del nostro Sovrano, che ha esternato con la massima insistenza, ad onta delle umili obiezioni da me sommesse sull’oggetto.
Ella però tenendo presente il punto oggettivo dei SovraniVoleri porrà a calcolo tutte le circostanze di tempo e di luogo, per agire in modo che le colonne possano tenersi unite, operare con efficacia senza defaticare estremamente la Truppa, e che le diverse Armi possano aver libero passaggio tanto per le strade traverse che pel Fiume, affinché l’esito delle volute operazioni non venga meno per difetto di calcolo sotto tutti i rapporti.
Di quanto opinera’ ed eseguirà avrà cura di tenermi prontamente informato per ogni qualsiasi sicuro mezzo, principiando da Caiazzo per mezzo dell’ufficiale che le spedisco Sig. Tenente Loriol alla mia immediazione, o del Capitano Giobbe, tanto perché io sia informato delle sue vedute e dei suoi movimenti e possa informare il Re che sta nell’ansiosa aspettativa di conoscerli, quanto di poter dare le altre disposizioni adatte a ben concorrere allo scopo prefisso, ritenendo che il Sig. Maresciallo Rivera colla Brigata Polizzy ripiegherà sopra Capua, per far parte di questa Colonna operante se circostanze imprevedute non imponessero altrimenti.
Abbia ella cura di spedire gli ordini al Colonnello Ruiz.
Non tocchi affatto il 3* e il 6* Cacciatori napoletano, quali Battaglioni debbono immancabilmente rimanere sotto gli ordini del Generale Colonna alla cui Divisione appartengono.



F.to Ritucci
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COMANDO IN CAPO DEL CORPO
DI ESERCITO DI OPERAZIONI
Segretario 2* Carico
Capua, 27 settembre 1860
ore 8,30


AL GENERALE VON MECHEL

Signor Generale:
Sono ancora privo dei suoi rapporti è di notizie dei suoi movimenti; mi si fa credere che ieri al giorno Ella abbia avuto uno scontro col nemico, ed il Sig. Colonnello Ruiz mi fa giungere questa sera un’Offizio datato ieri da Alife, col quale mi rapporta d’incamminarsi verso Caiazzo per raggiunger Lei colla sua Brigata, lasciando frazioni fra Piedimonte Alife e dintorni, Pei disarmi, requisizioni, e che so’ io. Come si trova Ruiz a Piedimonte? Come ne parte lasciando ivi le frazioni?
Tuttocio’ col suo silenzio mi tiene in agitazione ed indeciso nelle mie operazioni, mentre le ho chiaramente detto, che io per agire di concerto, doveva attendere l’avviso delle di Lei operazioni.
Mi spedisca subito un’Uffiziale con rapporto sommario ed esatto della posizione di tutte le truppe messe sotto i di Lei ordini e dei suoi proponimenti.

IL COMANDANTE IN CAPO
F.to Giosuè Ritucci

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I FEDELI SOTT’UFFIZIALI E SOLDATI
DEL REAL ESERCITO 
ALL’AUGUSTO SOVRANO RE FRANCESCO II
RASSEGNATO




Sarebbe ormai tempo che taluni Superiori Uffiziali a’ quali sono affidati i Corpi d’Armata per abbattere i nemici dell’ordine, e per restituire la pace agli onesti Cittadini, dovrebbero aprire gli occhi alla giustizia, ed alla verità, e non dormire nel letargico sonno d’inganno, in che continuarono con discapito immenso delle Truppe non solo, bensì alla povera gente intenta a difendere la Sacra Persona di V. M. ed a proteggere la giusta causa coll’opra nostra incessante.
Conosciamo benissimo quale ne sia lo scopo lo leggiamo su’ loro visi, lo scorgiamo da’ fatti che tuttogiorno ce ne offrono le più imperscrutabili pruove. Noi siamo figli della disciplina, e dell’onore, siamo fedeli difensori di V. M., e se una volta Eglino tramarono inganno col far perire i nostri compagni sotto falsi apparati, sinanco a farli disarmare da uomini, oggi ben siam convinti che la stessa disciplina, e l’onore invitano a combattere contro di essi per distruggerli, e sostenere V. M. nello stato in cui conviene.
Diremo pertanto che la vera disciplina sia difendere il Re sotto la guida di pochi e buon Uffiziali, e che per essa debba si quei Superiori che attanagliati agli indegni nemici non cessano di dare V. M. (come guida) nelle mani di essi.
Diremo che la vera onesta’ sia quella che c’incoraggia a metterlo in pratica, e ci darà scampo ad assicurare l’ordine e la tranquillità da per ogni perduta.
Ma come col vostro braccio puolsi conseguire il desiderato oggetto, se V. M. dopo un pronto scrutinio non pensa a liberare da Comando di tanti Superiori ribelli al Trono, ed oppressori? Come garantire colla nostra Forza la Vostra Sacra Persona, quando la volontà vien contraddetta da essi?
…Poveri soldati ingannato e traditi…
I Superiori adunque sono veri traditori di V. M. con eccezione di pochi.
Non restano fedeli che i Sott’uffiziali e Soldati a’ quali ci rivolgiamo così.
Compagni e Soldati.
Se il Re (N. S.) nella circostanza vuole scorgere ne’ nostri animi la fede, e l’onore fa d’uopo che ricordiamo il dato giuramento.
Tagliamo però da questi la sola particella d’esser tali verso la Costituzione dello Stato, mentre i nostri pretesi fratelli furon falsi, ed il tradirono, sicche’ questa fase rimarrà per essi di vergognosa rimembranza, che sarà trasferita di generazione in generazione.
Affrettiamoci fiduciosi in Dio a sedere e subito il nostro Re sul Trono.
Facciamo che il sangue de’ nemici si diffonde a riva sulle nostre contrade, e che quello dei nostri compagni sia la scala sicura per la quale si ascende alla gloria. Riputiamoci tanti eroi quanto l’avrem ottenuto, ed il Re ci guiderà quai figli suoi più cari. 
Non ascoltate che il comando di noi vostri compagni, quando i Superiori comuni cercano far di noi il più barbaro macello. Allegramente!….Vi giuro, la morte ci sia cara, come l’unica parte cui possa tendere, e così il Cielo ne sarà proprizio.
Andiamo…
Premesso tanto, sappia V. M. che buona parte degli Uffiziali giocano a due mani. Iddio c’è ne rendi liberi, e V. M. ben lo sa.
La Truppa è fedele, e le sarà maggiormente, se V. M. toghi dai Capi tanti indegni soggetti che ne fan giuoco a rispetto.
I contadini sono attaccatissimi alla Real Corona, meno i Galantuomini, i Sacerdoti, e i monaci, che parrebbe ottimo stanziarne uno a paese, ed il resto a pesca.
I Magistrati civili in generale, salvo pochissimi, chiamati più dalla forza che dalla volontà dovrebbero tutti esser di essi e destinati a mieter paglia in Puglia.
I Superiori, e Sott’Uffiziali che sinoggi fra noi ritornarono, dopo disobbligato il loro volenteroso impegno col capo dei Ladri Garibaldi, dovrebbero essere piuttosto fucilati, che accoglierli; e bada V. M. che questi soggetti produrrebbero un danno a coloro che mai seppero allontanarsi dall’Esercito.
È un fatto incompatibile.
I soldati soltanto crederei degni di compatimento, mentre ogni mancamento si deve ai Superiori, e non all’ignoranza di essi. Molto ci resta da dire, che i Superiori defaticano i soldati nelle marce perche non servissero ne’ pel Re ne’ per la propria difesa.
Alzi in fine V. M. uno sguardo alla verità manifestate da noi fedelissimi Sudditi, e prevengo i il tutto colla solita carità di cuore.

Fatto in S. Maria 28 settembre 1860
Da un umile Sott’Uffiziale dell’Esercito

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IL MARESCIALLO RITUCCI

A.S.M. IL RE (D.G.)


Questa notte sono rientrati il Capitano Goemoenj e Tenente Dusmet. Questi alle ore 3,30 p.m. di ieri si trovava con’ tre battaglioni esteri ad Amoroso d’onde quelli venivano. 
Mi a’ rimesso rapporto ne’ riscontro, perché molto stanco. 
La Brigata Ruiz, verso le ore 24, era ne’ dintorni di Caiazzo per raggiungere Mechel, non sa se con le frazioni o senza. 
O’ spedito un altro Uffiziale a prendere conto di queste è farle raggiungere, ad onta che ieri le aveva chiamate. Nella ignoranza De’ movimenti di Mechel, disporrò un attacco per girare la posizione di S. Angelo, e impadronirmi di questa per farne profitto, che per rivolgere l’attenzione del nemico, onde non piombi con forze riunite sopra Mechel. 
Non mi resta tempo per ora di sciogliere i vari telegrammi avuti.
P.S.
Giunge all’istante rapporto di Ruiz da Caiazzo che mi previene trovasi Mechel a Campagnano, e che stamane recava si a Caiazzo a conferire con lui. Quindi ogni attacco da parte mia per questa mattina sarebbe prematuro. Aspetto nel posto altro Uffiziale, per conoscere il risultato di quelle conferenze.

F.to Ritucci



IL RE A RITUCCI







RISPOSTA

28 settembre
Credo anche io essere prematuro un attacco a S. Angelo.
Con Mechel bisogna concentrare il movimento; dandogli per primo punto oggettivo Maddaloni.
Calcolare è stabilire le ore per l’attacco simultaneo di Mechel e della Colonna di Capua.
Visto che il servizio di ordinanze non risponde perfettamente; credo utile che voi vi rechiate subito a Caiazzo, conferiate con Mechel che comanderà la forte Colonna di sinistra, e stabilito tutto potrete esser certo del da fare. Nella vostra posizione io così mi regolerei.
L’Alfiere Bucca me lo spedirete questa sera con un plico chiuso contenente le disposizioni da voi date per domani.
                                                                             ⚜️⚜️⚜️

S.M. IL RE (D.G.)
AL MARESCIALLO RITUCCI
IN CAPUA












Mi compiaccio che all’apparire dei nostri soldati siensi gli avversari ritirati da Monte S. Angelo, quantunque questa non fosse stata una esecuzione concentrata ieri, per eseguirsi oggi. 






 PALMIERI AL RE

(A.S.N. - Archivio Borbone - Fascicolo n. 1239 - Foglio n. 244

COMANDO DELLA DIVISIONE DI CAVALLERIA n.19

 
S.M.R
(A SUA MAESTÀ’ IL RE)

Signore
l’infanzia giunge agli estremi, V.M. non può immaginare il giubileo, la gioia che ieri sera si manifestava in queste truppe nel sentirsi chiamare in Capua per marciare sopra Santamaria, tutti erano animati da quel santo zelo è vigore che deve accompagnare un buon soldato, quando questa sera vedersi ritornare tutti, dopo aver passato la notte al bivacco è V.M. conosce cosa significa un bivacco presso il Volturno in questi tempi che l’aria è pestifera, è malsana, e posso assicurare V.M. che le truppe tutte, in una eccettuata, sono triste e meste, peggio che fossero reduce da una sconfitta; tanto più che si conosce che Santamaria non è occupata che da un migliaia di soldati in massa, intanto non debbo trascurare sommettete, che questo è il vero metodo di disanimare l’amata provuocarne la defenzione, è di ridurci sotto le mura di Gaeta. 
Crederei di tradire il mio dovere, trascurando di mettere ai piedi di V.M. queste circostanze, che un duce come Afan de Rivera più graduato di tutti, ci guidasse, per la gloria o per la morte, che sarebbe molto più gloriosa per noi, è ci evitasse l’onta, è l’infanzia che con questo metodo di rinculare, sicuramente incontreremo, poiché sia certa che le truppe domani non saranno quelle che furono ieri.
Signore, vi scrive l’avanzo di una famiglia che sa secoli serve i Borboni, e non servirà altri, accogliete questi detti che sono leali, e puri, né guidati dall’ambizione, o dall’interesse; ma di sincera affezione, rispetto, e riconoscenza con la quale passa a dirsi.

di Vostra Maestà 
Giuseppe Palmieri Brigadiere 


Sparanise 14 settembre 1860









Garibaldi entra a Napoli

Scortato dalla camorra




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“Supplemento de Ruoli de Capitolati di Gaeta e Messina”



L’esercito delle due Sicilie

  ⚜️ 1859