giovedì 15 luglio 2021

Eroismo dei soldati di S. M. il RE

Scarica il libro fotografico sulle uniformi delle due sicilie

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ORGOGLIOSI DI ESSERE NAPOLE(i)TANI

Baggianate Razziste

“Tipo Napoletano” secondo cui il popolo meridionale era propenso a delinquere per atavica inferiorità biologica e non doveva mescolarsi alle razze del nord d’influenza celtica.

Enrico ferri direttore de l’avanti fine 800

Risposta NAPOLETANA



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Capitano Cagnetti Giuseppe 
nato a Palermo il 27/11/1808
decorato l'1/10/1860 con la croce di grazia di S. Giorgio 
in quanto nel sostenere una tiragliata sul fianco della colonna 
vi spiegava massimo valore ed intrepidezza respingendo il nemico da quel lato 



Soldato Zero Francesco 
decorato l'1/10/1860 con la medaglia d'argento di S. Giorgio 
per essersi battuto valorosamente 
si impossessava di quattro carri di munizioni e due pezzi di artiglieria

4 ottobre 1860 (durante l’assedio di Messina)

Il Sergente Emilio Pagano del 2° Battaglione del Genio 
‘a fatto una sorpresa a tutti gli uffiziali quivi raccolti; 
egli ‘a chiesto ed ottenuto licenza di declamare un suo componimento poetico. 
Ecco la poesia. 

Il Disertore

Ribelle a Dio, Ribelle al Trono, 
Empio scordasti la data fè, 
Un Re tradisti clemente e buono, 
Dato dal Cielo per sua mercè; 
Va scellerato ! mi metti orrore, 
Tu spergiurasti, sei disertore.'
E core avrai d' intervenire 
Co' prodi in guerra vil travialo? 
Chi ti conobbe raddoppia l'ire 
Finché ai suoi piedi t' avrà freddato, 
E soddisfatto il Suo furore 
Esclama: è questi un disertore! 
Quel Duce stesso a cui ti desti 
Di te fellone scherno farà, 
Sol ricordando come infrangesti 
II sacro giuro, ti temerà; 
Dirà a se stesso in tutte l’ore: 
E questi un vile, un disertore! 
La fida armata da te tradita 
Malediratti o rio soldato! 
Vedrai mancarti l’aure di vita, 
Sarai da tutti anatemato, 
Perché fuggisti dal tuo Signore, 
Soldato indegno, vil disertore! 
Da qual sia luogo che sceglierai 
Per riposarti, o maledetto! 
Ciascun da quello fuggir vedrai 
Fremente rabido al tuo cospetto:
Perché: dirai: tanto timore? 
Ti si risponde sei disertore! 
Onore e fama o vii perdesti 
Quando lasciasti la retta via, 
Odio ed obrobrio tu non temesti, 
Tu dasti pruova di cadardia, 
Quando tradisti la fè, l’amore, 
Che al Re si deve, o disertore! 
Esul, mendico, l’errante passo 
A questa terra tu porterai, 
Col capo chino tremante e lasso 
Un pane al mondo tu chiederai, 
Ma il pan si niega al traditore 
Non avvi pane pel disertore!
Quando stranieri dal patrio suolo 
Rapir la pace con loro armale, 
Perché fellone con quello stuolo 
Mischiarli d'alme sì riscaldate? 
Con ciò mostrasti d'aver rancore 
Pel Re, pel Regno, vil disertore! 
Or speri invano, la stessa terra 
Che un pane appresta al figlio ingrato!
il cor d'ognuno per te si serra, 
D'alcun sarai, commiserato: 
Sol spregio avrai sol disonore 
Retaggio eterno del disertore! 
Ma sappi, o stolto: senza il tuo braccio 
Sul trono avito Francesco Regna, 
Che noi concordi al caldo, al ghiaccio, 
Seguiremo sempre la nostra insegna, 
Ne scacceremo l' usurpatore, 
Ten pentirai rio disertore!
Col nostro petto anima vile 
Faremo scudo al Rege amato, 
Lo stuolo indegno ch'è a te simile, 
Sarà bentosto da noi fugato, 
Ogni altro affetto serrando in core 
Noi vinceremo vil disertore! 
Quali esser denno prodi soldati. 
Tali saremo fino all'estremo, 
Se pur morenti tutti onorati 
Fedeli al Re, al Dio Supremo, 
Che dei monarchi è difensore 
E che punisce il disertore! 
Noi stretti intorno al suo stendardo 
Benediremo la nostra sorte, 
Nessun di noi sarà codardo 
Affronteremo perigli e morte, 
Che in noi non avvi un traditore 
Come tu il fosti, o disertore:
Viva il Re Nostro! direm pugnando, 
Un grido tale ci sia di sprone, 
Viva il buon padre direm spirando! 
Viva Francesco! il Pio Borbone! 
Viva il Magnanimo nostro Signore!
Per sempre Anatema al disertore!
Empio scordasti la data fè, 
Un Re tradisti clemente e buono, 
Dato dal Cielo per sua mercè; 
Va scellerato ! mi metti orrore, 
Tu spergiurasti, sei disertore.'
E core avrai d' intervenire 
Co' prodi in guerra vil travialo? 
Chi ti conobbe raddoppia l'ire 
Finché ai suoi piedi t' avrà freddato, 
E soddisfatto il Suo furore 
Esclama: è questi un disertore! 
Quel Duce stesso a cui ti desti 
Di te fellone scherno farà, 
Sol ricordando come infrangesti 
II sacro giuro, ti temerà; 
Dirà a se stesso in tutte l’ore: 
E questi un vile, un disertore! 
La fida armata da te tradita 
Malediratti o rio soldato! 
Vedrai mancarti l’aure di vita, 
Sarai da tutti anatemato, 
Perché fuggisti dal tuo Signore, 
Soldato indegno, vil disertore! 
Da qual sia luogo che sceglierai 
Per riposarti, o maledetto! 
Ciascun da quello fuggir vedrai 
Fremente rabido al tuo cospetto:
Perché: dirai: tanto timore? 
Ti si risponde sei disertore! 
Onore e fama o vii perdesti 
Quando lasciasti la retta via, 
Odio ed obrobrio tu non temesti, 
Tu dasti pruova di cadardia, 
Quando tradisti la fè, l’amore, 
Che al Re si deve, o disertore! 
Esul, mendico, l’errante passo 
A questa terra tu porterai, 
Col capo chino tremante e lasso 
Un pane al mondo tu chiederai, 
Ma il pan si niega al traditore 
Non avvi pane pel disertore!
Quando stranieri dal patrio suolo 
Rapir la pace con loro armale, 
Perché fellone con quello stuolo 
Mischiarli d'alme sì riscaldate? 
Con ciò mostrasti d'aver rancore 
Pel Re, pel Regno, vil disertore! 
Or speri invano, la stessa terra 
Che un pane appresta al figlio ingrato!
il cor d'ognuno per te si serra, 
D'alcun sarai, commiserato: 
Sol spregio avrai sol disonore 
Retaggio eterno del disertore! 
Ma sappi, o stolto: senza il tuo braccio 
Sul trono avito Francesco Regna, 
Che noi concordi al caldo, al ghiaccio, 
Seguiremo sempre la nostra insegna, 
Ne scacceremo l' usurpatore, 
Ten pentirai rio disertore!
Col nostro petto anima vile 
Faremo scudo al Rege amato, 
Lo stuolo indegno ch'è a te simile, 
Sarà bentosto da noi fugato, 
Ogni altro affetto serrando in core 
Noi vinceremo vil disertore! 
Quali esser denno prodi soldati. 
Tali saremo fino all'estremo, 
Se pur morenti tutti onorati 
Fedeli al Re, al Dio Supremo, 
Che dei monarchi è difensore 
E che punisce il disertore! 
Noi stretti intorno al suo stendardo 
Benediremo la nostra sorte, 
Nessun di noi sarà codardo 
Affronteremo perigli e morte, 
Che in noi non avvi un traditore 
Come tu il fosti, o disertore:
Viva il Re Nostro! direm pugnando, 
Un grido tale ci sia di sprone, 
Viva il buon padre direm spirando! 
Viva Francesco! il Pio Borbone! 
Viva il Magnanimo nostro Signore!
Per sempre Anatema al artiglieria
il 24 maggio 1860 il Sergente Gambella ed i soldati Bruno e Nicoletti 
erano presenti a Siracusa nell’episodio a casa del vice console inglese 
dove era inalberata una bandiera britannica credendola essere rivoluzionaria 
con grida e minacce pretesero che fosse tolta

L’esercito delle due Sicilie

  ⚜️ 1859